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giovedì 18 ottobre 2012

Videogame nel cinema - Film che non vedremo mai

Quello che noi videogiocatori desideriamo da sempre, è che un adattamento cinematografico di un videogame sia FEDELE al 100%. Ma abbiamo potuto constatare amaramente che il cinema non è capace minimamente di riproporre sul grande schermo un videogame. Tomb Raider, Max Payne, Silent Hill, Resident Evil, sono solo alcuni dei film che hanno tentato di riproporre quelle avventure videoludiche ma hanno fallito.
I fan ormai si sono arresi e da anni immaginano film tratti da videogame che sappiamo reggere il confronto con le loro aspettative.
Qui di seguito c'è una bella carrellata di locandine di film tratti da videogame che non vedremo MAI al cinema.
Ma a noi ci piace sperare!




























lunedì 9 luglio 2012

Assassin's Creed - Il film con Michael Fassbender



Dopo la trasposizione (piuttosto criticabile) di Prince of Persia, la Ubisoft ripropone un progetto cinematografico in relazione a uno dei capisaldi della software house: Assassin's Creed, che vanta di un successo incredibile e di un nuovo capitolo in arrivo a ottobre. 
Il progetto è piuttosto ambizioso e vede tra le fila dei produttori e degli interpreti niente meno che Michael Fassbender, ormai star indiscussa del red carpet 2011/2012. L'attore vestirà quindi i panni del protagonista della saga di Assassin's Creed (Desmon, Altair, Ezio Auditore? Ancora non si sa..).

Tra le varie notizie, c'è anche quella più interessante: sarà un film totalmente prodotto dalla Ubisoft, senza la partnership della Sony. Forse questa mossa, atta a proteggere il film in tutto e per tutto dalle grinfie di altre mani al di fuori della Ubisoft, porterà a creare un prodotto diverso da quell'orrore di Prince of Persia.
Per la prima volta, quindi, una software house pretenderà di portare avanti un progetto cinematografico; chissà se non sarà di esempio per futuri progetti di adattamento di videogames sul grande schermo.

Ovviamente tutto è ancora da vedere

Sono dell'idea che in questi casi, l'ultima parola deve essere proprio di coloro che hanno creato il titolo videoludico. Finora l'errore più discutibile è stato proprio il fatto che negli adattamenti sono state messe mani estranee, di registi che hanno poco a che fare con una saga videoludica, e di produttori che hanno solo voglia di sprecar soldi per portare sul grande schermo un prodotto scadente e per niente inerente al titolo originale.



Fonte: Badtaste

domenica 17 giugno 2012

Resident Evil: Retribution - Dalle stelle alle stalle del cinema

I film di Resident Evil sono riusciti a toccare l'apice del trash nell'ambito dell'adattamento di videogame. Anzi, direi proprio nell'ambito del cinema in generale! In fin dei conti Paul W.S. Anderson è un uomo coraggioso, che è riuscito a rovinare una delle saghe horror videoludiche più importante di tutti i tempi con il sorriso e con intenzioni più che ammirevoli, ossia rendere omaggio a Resident Evil (così almeno ci vuole far credere). In realtà si è semplicemente divertito a vestire in maniera sempre più "ammiccante" Milla Jovivich, diventata ormai feticcio delle sue fantasie di moda.
Pensandoci bene, non è l'unico ad aver trasformato Resident Evil in una brutta copia di Splinter Cell: se diamo un'occhiata agli ultimi Resident Evil si può notare che è un vizio che ha preso anche la Capcom.

Resident evil


Col primo film uscito nel 2002 c'è stato un vano tentativo di citare la saga videoludica con alcuni elementi, mantenendo comunque una rotta della trama verso l'indipendenza dal videogame, introducendo personaggi originali come Alice, interpretata dalla bellissima, fighissima, bravissima Milla (sarebbe brava pure a recitare la pubblicità dei biscotti Plasmon. La amo).
Si può affermare che il primo film è strutturato davvero bene: la narrazione è composta e scomposta in maniera tale che lo spettatore non si annoi più di tanto; inoltre il fatto che ci siano pochi rimandi alla trama originale videoludica rende il film quasi uno spin-off.

Resident Evil: Apocalypse


La politica di rimandi e citazioni viene utilizzata in maniera pessima nel secondo film, Resident Evil Apocalypse, che avrebbe come punti di riferimento Resident Evil 2 e 3. Se il primo film era comunque piacevole e interessante, il secondo film cade nel caos più assoluto, incoronando Alexander Witt come il peggior regista della storia. Vengono introdotti personaggi come Jill Valentine (praticamente Sienna Guillory in modalità cosplayer) o il Nemesis, trasformato in un enorme pupazzone fatto dello stesso materiale dei Teletubbies. Insomma, vengono totalmente stravolti i personaggi lasciando all'epoca sia telespettatori che fan della serie videoludica a bocca aperta. Con Apocalypse, si apre la scalinata verso l'inferno del trash e degli z-movies.

Verrà introdotto Nemesis nella prossima stagione dei Teletubbies

Resident Evil: Extinction

Resident Evil Extinction riprende la storia di Alice 5 anni dopo il film precedente: il virus ha decimato la popolazione umana, trasformando la Terra in un deserto arido (?!?), mentre l'Umbrella tenta di conquistare il mondo (praticamente popolato solo da zombie). Al di là di questo incipit piuttosto stravagante, Claire Redfield e Carlos Oliviera fanno la loro comparsa; non è necessario dire che i loro personaggi assumono un ruolo tanto diverso nell'aspetto quanto nella loro "funzione" nella storia. Rimane il fatto che Alice diventa sempre più cazzuta e immortale. Addirittura si viene a scoprire che la Umbrella ha creato centinaia di suoi cloni.
Ma questo fatto è irrilevante, così come è irrilevante il fatto che un virus prosciughi i mari!

Resident Evil: Afterlife

In Resident Evil Afterlife, una delle scene iniziali mostra tutti cloni di Alice sterminati all'interno di una delle basi dell'Umbrella (i cui dipendenti vivono una vita agiata, tranquilla e portano anche a spasso il cane). Alice, che cerca sopravvissuti volando su un piccolo aeroplano rubato non ricordo dove, si trova a combattere non solo gli zombie ma anche le plagas, inseriti in maniera random nella storia.
Per chi non lo sapesse, le plagas compaiono in Resident Evil 4 e sono dei parassiti che infettano l'organismo ospite. A noi telespettatori/videogiocatori non ci è dato sapere perché le plagas vengono introdotte nel film; però possiamo apprezzare alcuni combattimenti come quello di Alice e Claire contro un enorme creatura uscita da Resident Evil 5 e comparse di personaggi  random come Chris Redfield (che sta in una prigione senza alcun motivo apparente), interpretato dall'inespressivo quanto irrilevante Wentworth Miller e Albert Wesker (già visto nel film precedente) che ha come piano malvagio, complesso e macchinoso quello di distruggere il mondo, già distrutto. Ma questo lo sapevamo già da Resident Evil Extinction.
Un piano terribile direi.

Resident Evil: Retribution

Arriviamo finalmente al prossimo capitolo della saga cinematografica: Resident Evil Retribution, che vanterà di tanti personaggi provenienti dai videogame come Leon S. Kennedy, Ada Wong (vestita in abito da sera, ma vorrei ricordare che il mondo è distrutto, quindi per quale motivo dovrebbe portare quei dannati tacchi) e il ritorno di Jill Valentine, nonché quello di Carlos Oliviera e di Barry Burton. Insomma, un bel pasticcio di carne condito con tanti elementi che dovrebbero far felice i fan.
Ovviamente Paul W. S. Anderson non ha questo reale interesse. Il suo reale interesse è quello di ingarbugliare la trama il più possibile, inserendo qua e là attori trasformati in cosplayer che interpretano personaggi random della serie videoludica, mentre la Terra vive capovolgimenti ambientali che vengono risolti misteriosamente da un film all'altro .
Vedi in Extiction, in cui pare esserci il deserto pure sotto le ascelle di nonna Pina; vedi Afterlife, dove la scena finale è ambientata in oceano.

Ricordate: il virus prosciuga i mari!


Solo ultimamente ho potuto rivalutare questi film. Di solito sono molto bacchettone quando si parla di adattamenti, ma se un Paul Anderson è arrivato al quinto film allora bisogna solo arrendersi all'inevitabile trash e godersi i combattimenti senza seguire la trama.
Tanto non c'è!

giovedì 24 maggio 2012

Shadow of the Colossus - Prossimamente al cinema..

Gli adattamenti cinematografici di videogame ormai non sono una novità. Così come non è una novità il fatto che molti degli adattamenti finora prodotti, primi tra tutti Resident Evil, sono piuttosto opinabili: di solito il regista non ha realmente giocato al videogame in questione, e di solito ne esce un prodotto deturpato e sconvolto nella storia e nell'estetica.

Shadow of the Colossus, sequel spirituale di ICO e partorito da quel genio e poeta di Fumito Ueda, è stato preso di mira dalla macchina (assassina) del cinema.  A quanto pare il regista che prenderà in mano il progetto dell'adattamento di Shadow of the Colossus sarà Josh Frank (Chronicles),

Non è possibile spiegare l'esperienza di Shadow of the Colossus. Non è possibile nemmeno spiegare la storia, che è un viaggio in terre desolate alla ricerca di salvare un amore; il prezzo che dovrà pagare il protagonista sarà titanico, in bilico tra il bene e il male..

Sicuramente l'adattamento farà leva sulla spettacolarità dei combattimenti: Shadow of the Colossus basa la sua ragion d'essere e il suo gameplay sull'action (se vogliamo generalizzare e sintetizzare) e su maestosi combattimenti contro colossi (in totale 16) imponenti, spaventosi e bellissimi nella loro forza e sacralità.
Non oso immaginare cosa ne uscirà fuori, ma se devono fare un (discreto) adattamento facessero leva soprattutto sugli effetti digitali e sullo spirito action del videogame, piuttosto che provare (o osare) a riadattare la trama e l'estetica; nessuno riuscirebbe a estrapolare quella poesia e quella bellezza inspiegabile che rende Shadow of the Colossus l'esperienza videoludica (e non solo) più bella ed evocativa del ventunesimo secolo.






Fonte: Supergacinema

martedì 22 maggio 2012

"Nathan Drake" in Star Trek 2! Cinema e videogame sempre insieme




Avete presente Nolan North, l'attore che ha prestato la voce e i "movimenti" a Nathan Drake e a molti altri personaggi videoludici? Ecco, grazie al successo di Uncharted, l'attore statunitense apparirà nel prossimo Star Trek di J.J. Abrams, sequel piuttosto atteso del reboot della serie sci-fi più amata di tutti i tempi.


L'idea del ruolo di Nolan North, che a quanto pare sarà un cameo, è nata durante le riprese di Super 8. J.J. Abrams gli ha chiesto di apparire nel sequel di Star Trek; a quanto pare il creatore di Lost e suo figlio sono due fan della serie di Uncharted!
I due si sono incontrati durante le riprese di Super 8 e il regista gli ha chiesto, senza peli sulla lingua: We're doing Star Trek, you wanna do it?
Nell'intervista rilasciata su Eurogamer.net, Nolan North ha spiegato come J.J. Abrams sia un fan non solo di Uncharted, ma dei videogame in generale. Per Abrams il videogame è un medium e una tecnologia piuttosto sottovalutata, che merita un rispetto che non gli viene concesso.

L'intervista continua con Nort che spiega come il crossover cinema/videogame sia una realtà persistente, facendo l'esempio di Gary Oldman, uno dei più grandi attori del pianeta che ha prestato la sua voce per Call of Duty. 10 anni fa forse non sarebbe mai capitata una cosa del genere, ma ora che il videogame si sta imponendo nel panorama culturale e sociale è impossibile che grandi attori non prestino le loro voci e interpretazioni in titoli videoludici, o viceversa.
Mi viene in mente L.A. Noir, titolo Rockstar di grande importanza da questo punto di vista poiché rappresenta una produzione videoludica con il maggior numero di attori che hanno prestato la loro faccia per interpretare i personaggio digitali della storia.


Negare l'importanza tecnologica e culturale dei videogame è come negare l'immersione dell'uomo contemporaneo nella virtualità e nella digitalizzazione del mondo: i media "un tempo analogici", allo stesso modo, sono contaminati dalle tecnologie digitali specialmente il cinema, con le tecnologie di ripresa, di montaggio e di effetti speciali e visivi. 
I videogame, che rappresentano l'apice di un nuovo modo di raccontare storie, sono l'esempio più evidente dell'evoluzione tecnologica, diventando fonte inesauribile di idee e di risorse (come attori del calibro di Nolan North). 


PS: non so perché il post è intestato in questo modo -.- Bah, i misteri di Blogspot!

domenica 19 febbraio 2012

Videogame nel cinema - Super Mario Bros.


Nel 1993 uscì l'adattamento cinematografico del videogame Super Mario, il primo film ad essere tratto da un videogioco. Questo film, nel bene o nel male, fu l'inizio di un terribile rapporto videogame/cinema, in cui quest'ultimo ha tentato invano di proporre sul grande schermo personaggi, storie, ambientazioni e dinamiche che vengono vissute nel settore videoludico dalla propria fetta di utenza.
La superficialità nel riproporre determinate atmosfere, colori e interazioni proprie dei videogame è sempre stato l'errore principale di chi ha voluto cimentarsi in questa ardua impresa; è anche vero che dall'altro lato ci sono i videogiocatori pretenziosi e pronti a criticare qualsiasi tipo di adattamento che non rispetti fedelmente il titolo in questione.
Al di là di tutto, Super Mario Bros. fu un vero successo negli anni novanta divenendo velocemente un cult imperdibile poiché era il primo vero film tratto da un videogame. Al tempo stesso fu criticato dagli spettatori/videogiocatori che si aspettavano le ambientazioni "infantili" e semplici del titolo Nintendo; ciò che si trovarono davanti fu un film cyberpunk, sporco e dark, dalle atmosfere cupe e da una storia quasi fantascientifica che rimaneva comunque fedele alle dinamiche de "la principessa in difficoltà".
Comunque il film è un gioiello degli anni novanta. Gli attori che interpretano Mario e Luigi (Bob Hoskins e John Leguizamo) hanno reso questi due personaggi dei veri eroi all'altezza della loro controparte videoludica. La storia è tanto semplice quanto trash, così come sono trash i dialoghi, le situazioni e i Goomba, che non sono più quei piccoli esserini che erano soliti essere schiacciati da Mario ma sono dei dino-tonti-umani de-evoluti.
Questo film rivisto a distanza di anni ha qualcosa di malinconico: non solo perché è il primo tentativo del cinema che vuole inglobare il videogame, ma perché rispecchia un tipo di cinema che propone cose nuove e che vuole rischiare.