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martedì 15 maggio 2012

John Carter


John Carter è un veterano della guerra di secessione. Durante una rocambolesca fuga dall'esercito americano e dagli indiani si scontra con un misterioso individuo e un dispositivo che lo teletrasporta su Marte, chiamato dalla popolazione locale Barsoom. In passato il pianeta era simile alla Terra ma col passar del tempo è diventato un mondo arido. Su Barsoom John Carter scopre di avere un'incredibile agilità dovuta alla sua costituzione forgiata dalla gravità della Terra. Le sue abilità non passano inosservate e verrà coinvolto dagli intrighi politici delle nazioni di Barsoom. Il destino del pianeta riguarda anche destino della Terra e del suo ritorno a casa.
Andrew Stanton ha fatto un altro miracolo proponendo questo live action. Conosciuto principalmente come colonna portante della Pixar con gioielli dell'animazione come Toy Story, Monsters & Co, Alla ricerca di Nemo e Wall-E, con John Carter ha olptrepassato l'animazione per raggiungere un altro stadio del suo stile, riportando in auge una saga letteraria di fantascienza che spopolò all'epoca.
Il film è l'adattamento del romanzo Sotto le lune di Marte, primo capitolo della saga di Barsoom scritto negli anni '10 da Edgar Rice Burroughs. L'importanza di John Carter (libro) è nella storia stessa: all'epoca fu pioniera di un genere fantascientifico che riguarda il viaggio verso altri mondi civilizzati e che nella nostra contemporaneità è un tema utilizzato e sfruttato.
Unendo i punti fuorisce un film apparentemente semplice all'inizio; ma con lo sviluppo della storia  emerge un'intrigante svolgersi di eventi ed evoluzione dei personaggi, che svelano una caratterizzazione importante e in sintonia con lo stile di Andrew Stanton/Pixar.
In tutta la durata del film lo spettatore “viaggia” letteralmente insieme a John Carter in un mondo sconosciuto ma che vive in dinamiche già prefissate. Proprio perché dal punto di vista del contesto fantascientifico lo spettatore è preparato, che il film ha poco da svelare se non un universo ancora più incredibile che stupisce ed emoziona.
Tra musiche di Michael Giacchino (che ha orchestrato le musiche di Lost), acrobazie per aria, complotti politici e interplanetari e un finale che si unisce a un prologo chiudendo un cerchio narrativo in una cura incredibile che John Carter si può considerare un vero gioiello della Disney, dando la possibilità a chi vuole di poter approfondire le avventure di John Carter cercando i libri in libreria.

venerdì 10 febbraio 2012

Harry Potter in 60 secondi

Questo divertentissimo video ci mostra tutta la saga di Harry Potter nel giro di 60 secondi.
Vedere Lord Voldemort con un palloncino al posto della testa è la parte che m'ha fatto pisciare dalle risate!

Buona visione!

giovedì 9 febbraio 2012

I peggiori spoiler della mia vita


Quando qualcosa mi piace cerco informazioni, video e immagini. Lo faccio in automatico, senza pensare che l'occhio potrebbe cadere su cose che non dovrebbe e non vorrei leggere.
Eppure il mio potere è quello di leggere gli spoiler anche quando non ne avevo la benché minima intenzione. Di solito mi capita nei siti in inglese, dove penso di essere al sicuro convinto che la lingua inglese non la conosco; ma alla fine la mia fottuta istruzione mi ha obbligato a impararla e il mio cervello traduce tutto in automatico.
Ecco alcuni esempi di spoiler che mi hanno rovinato la vita. O quasi.


Kingdom Hearts 2


All'epoca ero impazzito per Kingdom Hearts. Lo trovavo un videogame perfetto (e tutt'ora lo ritengo tale): la storia mi fece commuovere ed emozionare, così come i personaggi e le ambientazioni. Il connubio Final Fantasy/Disney inizialmente lo trovavo fuorviante, o almeno così pensavo di prima di comprarlo. Ma quando lo comprai e lo giocai mi lasciai coinvolgere totalmente dalla magia di questo titolo.
Kingdom Hearts 2 uscì qualche anno dopo. Il filmato segreto del titolo precedente lasciava presagire un sequel che andava oltre qualsiasi immaginazione.
Nell'attesa spasmodica, vagavo sul web cercando immagini, video e informazioni. Non era mia intenzione rovinarmi la storia, ma per sbaglio lessi che Roxas era il nobody di Sora. Rimasi a bocca aperta, sperando che qualcuno mi desse una botta in testa provocandomi l'amnesia.
Questo fu uno dei tanti spoiler che mi rovinarono per sempre un'esperienza del genere.


Buffy The Vampire Slayer e Angel


Chi mi conosce sa che questi due telefilm sono in assoluto quelli che amo di più. Buffy è stata la prima serie tv che seguivo costantemente: vivevo e sognavo insieme ai suoi protagonisti, crescevo insieme a loro e vivevo le loro stesse avventure sulla bocca dell'inferno. Ogni puntata mi faceva scoprire qualcosa di più sul mondo: Joss Whedon ha questo potere.
A un certo punto della mia vita però smisi di seguirlo: non davano più il telefilm su Italia Uno (ero piccolo e non conoscevo il concetto di Streaming... ora che ci penso non so neanche se esistesse...), di conseguenza lasciai il telefilm alla quinta stagione.
La sesta e la settima andarono nel dimenticatoio ma non mi dimenticai mai della serie tv in sé. Andavo sui siti come Buffymaniac.com in cui leggevo le trame, i vari "dietro le quinte" e curiosità. E leggevo, costantemente, i riassunti degli episodi della sesta e della settima in maniera quasi automatica pensando "tanto su Italia Uno non lo danno più".
Ecco gli spoiler: la morte di Tara, la magia oscura di Willow, la storia delle cacciatrici e il finale della serie.
Quando internet crebbe e la pirateria insieme ad essa potei recuperare le ultime due stagioni, ma ormai la sorpresa venne rovinata.
Eppure l'emoziona non venne toccata affatto.


Altro spoiler nel firmamento di Joss Whedon è nello spin-off di Angel. Praticamente quando Angel iniziò negli USA, in Italia arrivò anni e anni dopo, come avviene con tutti i prodotti esteri del resto. Quello era lo stesso periodo in cui ancora non si conosceva il concetto di streaming, di conseguenza ero convinto che questo telefilm non l'avrei mai visto. Quanto mi sbagliavo.
Sempre sui siti dedicati al Buffyverseleggevo le trame degli episodi di tutte, ma dico TUTTE le stagioni di questa "fantomatica" serie.
Spoiler: Morte di Doyle, ritorno di Darla e Drusilla, Figlio di Angel, Destino di Cordelia, Morte di Fred, FINALE DI TUTTA LA SERIE.
Senza parole.
Però spezzo una lancia a mio favore: ero piccolo e davvero non comprendevo il concetto di narrazione seriale. La svalutavo senza rendermene conto.
Inizialmente Buffy e il misterioso (all'epoca) spin-off Angel li concepivo in maniera superficiale. Solo anni dopo mi resi conto di come queste due serie mi cambiarono la vita.


La Torre Nera


Stephen King è il mio dio. Rimarrà tale per sempre.
Tra forum e siti leggevo di questa saga, La Torre Nera, un fantasy-horror che raccontava di viaggi nel tempo, di magia, di mondi paralleli e di pistoleri. Anni fa avevo ancora dei pregiudizi nei confronti di questo autore: lo ritenevo uno un semplice scrittore horror ma mi sbagliavo e mi sono ricreduto iniziando a leggere questa saga.
Altro che horror: fantasy, fantascienza, thriller, dramma, western, cultura contemporanea, televisione, cinema, letteratura, avventure oltre il limite dell'immaginazione, personaggi tanto vivi quanto fantastici; c'era tutto ciò che si potesse immaginare nei suoi libri e nel La Torre Nera.
Il viaggio di Roland di Gilead mi affascinò sin da subito. Lessi i primi libri velocemente e avevo una fame incredibile di questa trama assurda che girava intorno all'ultimo pistolero e alla sua ricerca della Torre Nera.
Arrivato circa alla fine del terzo libro mi resi conto che la mole di sviluppi e di intrecci si era fatta incredibile. Capita in queste opere letterarie: tanti avvenimenti, tanti personaggi, tante domande e la mente non riesce ad elaborare la trama poiché non fa il tempo a metabolizzare le informazioni perché la lettura avviene velocemente e con avidità.
Andai su internet, il mio peggior nemico, e lessi i riassunti dei primi libri. Tanto per fare il punto della situazione.
L'avessi mai fatto.
Il mio occhio cadde sulla scheda dei personaggi, soprattutto sul mio preferito: Eddie Dean. Ed ecco cosa lessi: "Eddie Dean sarà il primo a morire del Ka-tet".
Il mio cervello si sforzò di cancellare quella frase. Per tanto tempo c'ho provato.
Sono arrivato recentemente a questo momento... Devo ancora realizzare cosa sia successo.


Doctor Who


Non diedi mai importanza ai consigli di un mio caro amico che mi diceva sempre di guardarmi la serie Doctor Who. Non davo molta importanza alla storia di un alieno che viaggia nel tempo e nello spazio a bordo di una cabina blu. Pensavo che fosse una serie inutile e superficiale. Insomma: il solito pregiudizio dell'ignorante.
Poi Rai 4 iniziò a trasmettere la serie e mi guardavo random gli episodi. Vedevo gli episodi senza seguire la trama, ma comunque assistevo ad alcuni fatti importanti come ad esempio la rigenerazione di Eccleston in David Tennant, la scomparsa di Rose nella seconda stagione, la storia del maestro nella terza e l'incredibile finale della quarta stagione e la fine di David Tennant. Praticamente mi ero spoilerato tutta la serie prodotta sino a quel momento.
Non sapevo che Doctor Who sarebbe diventata la mia serie preferita che più di tutte avrebbe cambiato il mio modo di concepire e creare le storie e il tempo. Non avevo la benché minima idea che il Dottore, Rose, Martha, Donna ed Amy sarebbero entrati nel mio cuore così in profondità.
Il fatto strano è che, pur sapendo cosa sarebbe successo, iniziai a seguirmi la serie in lingua originale e mi commuovevo come se il cervello avesse cancellato quel bagaglio ingombrante di informazioni assimilate mentre guardavo gli episodi su Rai 4.
Credo che il Dottore mi abbia guarito nel momento in cui gli dato la giusta importanza. Più dai valore al Dottore più lui ti aiuta.

Il mio ultimo spoiler sul Doctor Who riguardava l'identità di River Song, personaggio che amo alla follia e che lo ritenevo il vero leitmotiv della quinta e sesta stagione.

Che dire? Dovrò staccarmi gli occhi dalle orbite.

martedì 7 febbraio 2012

Viaggi nel tempo

Il tema dei viaggi nel tempo mi ha sempre affascinato, così come l'idea di poter abbattere le barriere temporali per andare avanti o indietro nel passato e creare un ciclo infinito di causa/effetto, la possibilità di entrare a far parte del flusso temporale e il concetto di utilizzare una tecnologia talmente complicata che sfiora il magico e l'impossibile.

In questo post ho voglia di parlare di alcune storie del mondo dei videogame, del cinema e delle serie tv che più mi hanno coinvolto e sconvolto e che tuttora stanno esercitano un'incredibile influenza sulla mia immaginazione!
Buona lettura!

Final Fantasy XIII-2


Final Fantasy XIII-2 si sta rivelando un videogame fantastico, che garantisce maggiore esplorazione e maggiore interazione. Può essere quasi definito uno spin-off di Final Fantasy XIII poiché tutto ciò che avviene è una linea temporale alternativa.
Il finale di FFXIII racconta l'happy ending dei nostri protagonisti, che hanno sconfitto il destino, protetto Cocoon e Pulse pur pagando un prezzo molto alto: Vanille e Fang. Tutti sono salvi, compresa Serah; L'inizio di FFXIII-2 racconta invece una storia alternativa, in cui Lightning è scomparsa insieme a Fang e Vanille. Eppure Serah ricorda perfettamente di averla vista viva e vegeta ai piedi del pilastro di cristallo. Cos'è realmente successo?
In questo nuovo capitolo di Final Fantasy, la Square Enix (insieme alla Atlus, che secondo me ha inciso molto sulla qualità del gioco) ha fatto suo il concetto di viaggio nel tempo: Serah e il nuovo protagonista Noel dovranno viaggiare attraverso varie epoche future per poter scoprire la verità su Lightning e sul terribile destino che spetta a Pulse e Cocoon.
Ciò che rende interessante questo capitolo non è il tema del viaggio del tempo in sé, quanto l'implementazione del gameplay in esso. Il giocatore si trova davanti a un Final Fantasy in cui ogni sua azione avrà delle conseguenze, in cui non per forza deve seguire una linea narrativa e temporale prestabilita. Nell'Historia Crux (worldmap temporale) il giocatore sbloccherà man mano sempre più epoche, sino a creare una rete intrigata di eventi e storie. Le epoche vengono sbloccate attraverso i vari portali disseminati in esse, che vengono a loro volta azionate attraverso degli artefatti speciali. La sequenza narrativa viene alterata in relazione all'interazione del giocatore con questi ultimi.
In parole povere: il giocatore ha una libertà d'azione tale da poter influenzare l'ordine cronologico degli eventi e addirittura di vivere sequenze narrative alternative sino a terminare con finali multipli.

Doctor Who


La serie sci-fi per eccellenza che vanta più di quarantanni di storia, di stagioni, di protagonisti e di emozioni. La trama può sembrare semplice: il Dottore, il cui nome rimane un mistero, è l'ultimo della sua razza gloriosa e tecnologicamente avanzata, che ha la capacità di viaggiare nel tempo e nello spazio grazie al Tardis e di poter "vedere" ogni singolo punto nel tempo; da piccoli vengono sottoposti a un doloroso rito di iniziazione, ossia guardare dentro il vortice del tempo.
Ciò che mi ha fatto letteralmente innamorare di questa serie è la caratterizzazione dei personaggi, dal Dottore alle sue compagne, sino ai personaggi secondari che compaiono solo in una puntata. Inoltre la struttura degli episodi riesce a sostenere egregiamente il tema dei viaggi nel tempo e nello spazio, che va complicandosi di volta in volta sino a esplodere in un delirio fantascientifico.
In molti episodi il Dottore visita epoche passate incontrando grande figure storiche, come la Regina Vittoria nel '800, Agatha Christie o addirittura Van Gogh.
In altri episodi invece il viaggio nel tempo si fa più complicato, poiché si scopre che proprio l'interferenza con il passato causa conseguenze imprevedibili, come il toccante episodio dedicato a Pompei.
Poi viene introdotto il concetto di paradosso come nell'episodio The Girl Who Waited, in cui una vecchia versione alternativa di Amy Pond si incontra con quella giovane; il finale dell'episodio è di quanto più tragico si possa immaginare.
Infine ci sono episodi dove il viaggio nel futuro interferisce con il nostro presente, producendo linee temporali alternative che vengono prontamente risolte, come negli ultimi tre episodi della terza stagione.
Il concetto di tempo assume un significato diverso: ciò che spiega il Dottore è che il tempo non va concepito come una linea statica e definita, in cui ogni punto è isolato e immutabile, ma va pensato come una enorme bolla fluida e in continuo movimento, in cui ogni punto cambia posizione e significato. Il tempo può essere cambiato in ogni istante, ma solo alcuni eventi, chiamati punti fissi, rimangono invariabili e non possono mai essere cambiati.
Con l'introduzione del personaggio di River il Doctor Who si fa più affascinante e complicato: la sua storia si intreccia con quella del Dottore in maniera diversa, per cui il decimo Dottore la incontra per la prima quando lei ha già vissuto mille avventure con lui. Nelle stagioni successive, l'undicesimo Dottore la incontrerà nuovamente seppur ogni volta lei provenga da un futuro sempre più vicino al suo presente. Insoma: mentre il Dottore va in avanti, River va all'indietro.
La storia dei due personaggi viene finalmente risolta nella sesta stagione, quando l'intreccio temporale esplode in una maestria narrativa: il primo episodio della sesta stagione equivale alla fine all'ultima, creando un ciclo infinito di eventi in cui il Dottore stesso è artefice del proprio destino.

La fine dell'eternità


Asimov l'ho scoperto quest'estate. Meglio tardi che mai, no? Ho iniziato a leggere di questo meraviglioso autore con il libro La fine dell'eternità, che può essere definito una side story o uno spin-off dei tre incredibili cicli che definiscono la sua opera letteraria (Robot, Impero e Fondazione).
Ne La fine dell'eternità ci si trova di fronte a un universo diverso da quello descritto nei tre cicli: anziché lo sviluppo della tecnologia "spaziale", l'umanità ha vissuto l'evoluzione tecnologico dal punto di vista temporale. La costruzione di macchine del tempo che permettevano di viaggiare attraverso le varie epoche ha determinato una chiusura di esse: ogni epoca (passata e futura) rimane chiusa nella propria storia, con le sue regole e la sua cultura, con la propria società e la propria politica, con lo scopo di mantenere inalterato il flusso degli eventi.
Gli Eterni, coloro che viaggiano nel tempo attraverso un vuoto spazio-temporale chiamato Eternità, si sono permessi di elevarsi a dei e di controllare ogni singola epoca per poter correggere tutti gli errori dell'umanità; errori che avrebbero portato sicuramente alla sua autodistruzione. Per preservare la società umana nel tempo, gli Eterni hanno deciso di bloccare definitivamente ogni epoca, non permettendo l'evoluzione dell'uomo sia dal punto di vista biologico sia dal punto di vista sociale e tecnologico.
Tutto ciò si scontra con la storia personale di Harlan, eterno che conoscerà una donna che gli svelerà i segreti degli eterni e dei secoli proibiti. Il destino dell'umanità e dell'eternità sarà nelle sue mani e ogni sua azione sarà connessa indirettamente con i tre cicli principali di Asimov.

La Torre Nera


Stephen King è uno scrittore particolare. Il suo modo di scrivere e di intendere le storie viene espresso in uno stile che può rivelarsi difficile: bisogna abituarsi al suo modo di pensare ed entrare nel suo flusso di pensieri che delle volte cadono in deliranti descrizioni della società attuale e della nostra cultura (che sia quella sportiva, televisiva, cinematografica e musicale). I temi in cui spazia sono infiniti, così come sono infiniti i mondi descritti ne La Torre Nera.
La saga della Torre Nera vanta una storia incredibile, che apparentemente può sembrare fantascientifica ma che in realtà cade nel misticismo e nel fantasy. Ciò che avviene durante il lungo viaggio di Roland e dei suo Ka-tet è un'avventura tra le dimensioni e nel tempo. La Torre Nera, pilastro fondamentale dell'esistenza stessa, è divisa in livelli, in cui ci sono miliardi di mondi alternativi, in vari momenti storici.
Ne La chiamata dei tre (2^ libro) viene introdotto il concetto di viaggio nel tempo: Roland varcherà tre porte che condurranno in tre epoche diverse, in cui incontrerà coloro che diverranno i suoi compagni di una vita. In seguito il viaggio nel tempo si evolverà come un viaggio "mentale" più che fisico.
Ciò che sbalordisce e confonde è l'introduzione di un tema fantascientifico senza entrare nel particolare; tutto questo viene lasciato all'interpretazione del lettore, che si trova a formulare ipotesi su ipotesi proprio perché Stephen King non ha intenzione di spiegare, ma di far vivere al lettore gli stessi identici dubbi dei personaggi, che non sono onniscienti ma sono imperfetti quanto noi.
Non c'è dato sapere ciò che non è possibile spiegare e ciò che non è possibile comprendere dalla mente umana: ciò che possiamo fare è fidarci del nostro cuore. Questa è la grandezza di questo scrittore e di questa saga, che trasforma i viaggi nel tempo in viaggi nella fantasia e non più nella fantascienza.

Donnie Darko


Forse è un film troppo inflazionato, ma per me rimane un capolavoro. Il viaggio nel tempo è sottile e viene riportato all'attenzione dello spettatore attraverso vari indizi, sino ad arrivare nel finale enigmatico che apre una miriade di interpretazioni.
Scriverò degli spoiler, di conseguenza chi non l'ha mai visto correrà il rischio di rovinarsi il finale.
Donnie è in un limbo temporale in cui sin dall'inizio del film vive gli stessi eventi in un ciclo eterno. Ogni volta che vive le stesse identiche esperienze si trova di fronte a una nuova consapevolezza, comprendendo che tutto ciò che vive, tutte le tragedie a cui deve assistere (come la morte della ragazza che ama) possono essere evitate; capisce che ciò che quella linea temporale può essere recisa e cambiata.
Quei "vermoni" che escono dal petto potrebbero spiegare questa mia teoria: quei "cordoni ombelicali" seguono un percorso prestabilito che conduce Donnie in particolari luoghi e in particolari momenti, come se il proprio corpo e la propria mente avessero il ricordo visivo di quei percorsi e di quegli avvenimenti. Avendo già vissuto quegli eventi il suo inconscio "riproduce" le sue azioni in una forma di trance.
Ricordiamo anche il coniglio, Frank, il quale è un fantasma del futuro, è l'ammonimento inconscio che Donnie da a sé stesso proprio perché ha già vissuto e a già ucciso quel ragazzo chissà quante volte nello stesso identico momento.
La sua mente elabora il ciclo temporale ma non trova mai la soluzione finale; eppure più vive gli stessi eventi e più si avvicina alla soluzione dell'enigma, ossia la sua morte.
Concludendo questo trip: Donnie deve morire affinché tutta la storia venga riscritta, ma per farlo Donnie deve accettare la sua morte. Il viaggio nel tempo non avviene attraverso chissà quale tecnologia, ma avviene nel cervello del protagonista: è lui che vive il ciclo di eventi ed è lui a decidere come il mondo può andare avanti.


domenica 15 gennaio 2012

Game of Thrones - Immagine della giornata



Parlare di Game of Thrones non è semplice. Primo punto perché il suo autore, George R.R. Martin, ancora non ha terminato The Song of Ice and Fire; di conseguenza i libri sono ancora tutti da leggere (l'edizione italiana è da denuncia: ogni libro sono stati suddivisi a loro volta in altri libri/capitoli, rendendo la raccolta qualcosa di immenso e scomodo) e la storia è ancora tutta da scoprire. Secondo punto l'universo disegnato è complesso, in particolare gli intrighi politici dei vari territori di Westeros; gli eventi sono numerosi, così come i colpi di scena e i personaggi che non si possono contare, soprattutto quelli che fanno una comparsa fugace e apparentemente superficiale ma che hanno un'importanza essenziale e inaspettata. Tutto questo rende l'opera di George Martin qualcosa di colossale e difficile da poter analizzare senza una seconda, terza e quarta lettura.
La serie tv ha avuto un successo inaspettato. Con molto piacere ho notato che sono stati mantenuti i tempi della storia (nei primi due libri, Gioco di spade e Il grande inverno, la trama inizia a ingranare verso la fine) e i personaggi ricalcano perfettamente i caratteri degli originali "cartacei", sebbene alcune scelte del cast sono criticabili (ad esempio Sansa, che viene descritta nei libri come bellissima e che nel telefilm è piuttosto.. brutta).
Per quanto riguarda il successo della serie tv, questo delinea come il pubblico televisivo non sia sempre focalizzato su prodotti seriali incentrati sull'auto-conclusione degli episodi, in cui i personaggi vivono in un mondo e ambiente senza caratterizzazione. Dal mio punto di vista, coloro che hanno seguito e seguiranno Game of Thrones sono gli stessi che hanno seguito dal 2004 sino alla sua conclusione la serie Lost, che ha segnato un punto di rottura determinante tra la serialità basata sulla visione superficiale e quella strutturata da una narrazione complessa e orizzontale, ossia che segue il corso della serie stessa.
Game of Thrones è la prova che il pubblico televisivo non vuole più rimanere passivo di fronte a una serie tv. Vuole interagire, vuole evolvere con la storia e i personaggi, vuole immergersi in mondi sconosciuti e soprattutto vuole conoscere sempre di più attraverso altri media (nel caso di Game of Thrones, molti che hanno seguito la serie stanno leggendo i libri).
Ad aprile arriverà la seconda stagione. Per chi ha letto già i libri (come me) sa che questa stagione sarà piena di colpi di scena e molti personaggi vivranno situazioni oscure e senza via d'uscita; invece invidio chi ancora non sa cosa accadrà perché l'effetto sorpresa, ansia e adrenalina sarà la colonna portante della visione di questa bellissima saga/serie/colossal fantasy letterario, e vorrei tanto rivivere quelle sensazioni scaturite dalla novità.
Ma la forza di certe storie sta nel fatto che non si esauriscono alla prima visione/lettura, ma si alimentano costantemente grazie a una scrittura creativa che continua ad ardere soprattutto dopo la prima lettura.

sabato 14 gennaio 2012

Immagine della giornata - Dalla Contea, con furore



Il signore degli anelli non è la mia saga preferita, ma ha avuto un'influenza immensa durante la mia adolescenza. L'unico aggettivo che mi viene in mente e che riassume quasi tutte le caratteristiche di questa opera magnifica è "magnifico".
Apprezzo sia la trasposizione cinematografica di Peter Jackson e soprattutto l'originale di Tolkien (che, ammetto, devo ancora finire di leggere, sta lì fermo dal lontano 2003!). Credo che con il Signore degli anelli la mia mente si sia modellata verso il genere fantasy. Ora come ora reclamo più storie di questo genere, che si avvicinano al mondo del fantastico (che sia un medioevo pieno di draghi o un futuro remoto in cui i robot vivono su un pianeta).
Non so se è un bene o un male...
Comunque. Lo Hobbit, a prescindere da tutto e da tutti, si prospetta meraviglioso semplicemente perché riprende quel fascino letterario, cinematografico e fantastico che tanti anni fa stregò me e milioni di altri spettatori/lettori (e viceversa) che non aspettano altro che ritornare nella Terra di Mezzo, con quel senso di nostalgia e malinconia che da più sapore a una nuova avventura che (io in particolare) vivrò con gli occhi di un adulto, ma con lo stesso spirito di chi vuole semplicemente sognare.
Senza età