
C’è Final Fantasy Theatrythm ma non è la stessa cosa. Per chi è cresciuto con i chocobo, è innegabile che ogni volta che compra una nuova console inconsciamente lo fa per giocare un nuovo Final Fantasy.
Dopo anni di attesa, arriva sulla console Nintendo Bravely
Default. Non è un Final Fantasy, ma può essere considerato uno spin-off per
varie ragioni.
La prima ragione è che la software house che ha sviluppato
BD è Silocon Studio, mentre la produzione e la pubblicazione è della
Square-Enix. Un altro motivo per cui è uno spin-off è perché è considerato un
sequel spirituale di Final Fantasy The 4 Heroes of Light, titolo per DS che
prendeva elementi FF per riproporli in chiave diversa.
D’altro canto, ci sono elementi fondamentali che collegano BD
all’universo di Final Fantasy, come ad esempio il gameplay, i cristalli e la storia dei "guerrieri della luce". BD fa un salto di qualità:
sebbene ci siano vari riferimenti ai primi Final Fantasy per NES e SNES
(specialmente con FF5 dal punto di vista del gameplay) il buonismo di fondo, l’eccessivo
e la netta differenza tra bene e male viene meno per raccontare una storia
matura, intrisa di sviluppi narrativi davvero interessanti e inaspettati.

I colpi di scena non mancano, ma a metà gioco il titolo
soffre di una sorta di monotona ripetizione (a mio avviso voluta e ricercata).
I capitoli finali sono spettacolari, così come i vari indizi che abbiamo sotto
gli occhi per tutto il tempo ma che diamo per scontato.
La trama può sembrare la solita lotta tra luce e oscurità: niente di più
sbagliato. Bravely Default tocca mille sfaccettature di questo tema, calcando
uno spirito di narrazione dinamico e coinvolgente. Ciò che stupisce di BD è
come la narrazione sia massiccia e al tempo stesso non ingombrante, così come
il gameplay. La maggior parte della storia si dirama attraverso le parti parlate, che potrebbero risultare a volte molto lunghe e a volte persino inutili.
Bravely Default è un rpg a turni, dove è possibile
caratterizzare i personaggi con una ventina di classi che per la maggior parte
provengono dalla mitologia di Final Fantasy. La reale innovazione di BD è nella
possibilità di creare combinazioni di abilità tra le classi, creando molte
strategie di combattimento. Un altro elemento fondamentale è la possibilità di
utilizzare Brave (bruciare subito i turni a disposizione) o Default (accumulare
turni e difesa, non attaccando). Queste dinamiche rendono l’esperienza di gioco
molto profonda e strategica. Se non si impara a dosare bene i vari elementi a
propria disposizione, si rischia di morire persino col mostro più debole.

Un elemento da omaggiare è la musica. Magistralmente
composte da REVO, le canzoni proposte in BD riescono a regalare momenti di puro
coinvolgimento. Piccole chicche: il passaggio dal dì alla notte nella worldmap
viene caratterizzata dal cambiamento del tema musicale; durante gli attacchi
speciali, viene proposta una theme caratterizzante del personaggio e gli status
positivi rimangono attivi finché c’è la musica.
Le ambientazioni sembrano meravigliosamente dipinte a mano. Lo stile grafico e il design dei personaggi è basilare ma al tempo stesso ben dettagliato. Una nota dolente sono i dungeon, piuttosto anonimi.