Quando venne trasmesso l’episodio pilota, milioni di
telespettatori rimasero affascinati dal modo realistico in cui veniva
riproposto il genere horror a tema zombie sul piccolo schermo. La critica
elogiò la tecnica e lo stile, considerando l’episodio alla pari di una
pellicola cinematografica.
Dopo due anni e dopo due stagioni, la serie continua ad
abbattere gli ascolti e ad avere un successo incredibile. La seconda stagione,
sebbene abbia avuto molti episodi scadenti, è riuscita a rialzarsi dopo la
lunga pausa di metà stagione e a correre verso un finale di stagione
letteralmente esplosivo. Ogni personaggio è riuscito a trovare un proprio ruolo nel gruppo.

Sinora i quattro episodi trasmessi si sono rivelati
eccezionali da ogni punto di vista: sono stati accantonati quegli elementi
romantici che hanno contraddistinto la seconda stagione per lasciare spazio a
un atteggiamento più cinico e disilluso. “Seed” segna la svolta della serie:
se nella seconda stagione c’erano molti momenti morti, con il primo episodio
della terza stagione si capisce che gli sceneggiatori hanno imparato dai loro
errori. L’episodio di “Sick” sancisce le nuove regole che
portano sempre di più a diffidarsi dei viventi, nel caso particolare di alcuni
carcerati che si trovavano nella prigione. “Walk With Me” da voce al
Governatore e alle sue oscure macchinazioni, ma non riesce a rendere
interessante il personaggio di Michonne, ancorata ad una caratterizzazione
troppo indecisa. Infine l’ultimo episodio trasmesso “Killer Within” stabilisce
un punto di rottura importante tra i personaggi e di conseguenza nel cast,
rivoluzionando ciò che saranno i rapporti tra i personaggi e con gli stessi
fan/telespettatori.

Tutto sembra procedere verso episodi sempre più avvincenti,
ma cantare vittoria è ancora troppo presto. La serie sta prendendo una svolta
sempre più temeraria, soprattutto per quanto riguarda il destino di alcuni
personaggi.